Non c'è posto per altre sepolture
…. Il silenzio di questo posto mi sta scavando un buco nel cuore. Ho iniziato a leggere le mie parole ad alta voce, cosicché vi fosse qualcos'altro oltre al vento e alla danza della polvere, e alle lunghe pause tra pensieri e discorsi, cariche di significati che non ho ancora imparato a decifrare.
… Non riesco a dormire. Continuo a sentire il cane che abbaia, il mulo che raglia e il cammello che grugnisce in questa notte silenziosa, ovattata dalla neve. Guardo il cortile imbiancato e vedo le orme di un uomo impresse sul manto candido. Vedo un uomo che porta un bambino sulle spalle perché il piccino non ha le gambe. Il bimbo si aggrappa a suo padre con mani scure e bruciate dal sole, la pelle screpolata e sanguinante…
Il libro
Nel settembre 2002, un anno dopo l'attentato alle Torri gemelle e l'invasione statunitense dell'Afganistan, un paramedico dell'esercito americano viene catturato dai ribelli afgani durante una ricognizione e rinchiuso in manicomio con un'altra dozzina di prigionieri. Dato per disperso viene dimenticato anche dai suoi avversari. Malati, prigionieri e carcerieri vivono giorno per giorno il degrado del luogo, la fame, la disperazione e la follia. La guerra fa da sfondo alle loro vicende e alla singolare situazione del narratore: il "vincitore" trasformato in vittima, con un'ambivalenza che è metafora di tutto ciò che l'Afganistan simboleggia. Con un finale inaspettato l'autrice spiega che in questa guerra non ci sono vincitori, ma solo un Paese devastato e coloro che riescono a sopravvivere alla pazzia. La vicenda è raccontata in prima persona dal protagonista senza indulgenze nel descrivere gli orrori e le atrocità di un conflitto insensato e crudele.
L'autore
Feryal Ali Gauhar è nata a Lahore ( Pakistan) dove vive. Ha studiato economia politica alla McGill University di Montreal. La sua formazione nella produzione di documentari si è svolta e in Europa e presso la University of Southern California di Los Angeles. Il suo primo romanzo, The Scent of Wet Earth (2002), si ispira al suo film Tibbi Galli. Insegna cinematografia al National College of Art di Lahore, lavora come specialista in comunicazione dello sviluppo e scrive per la rivista Dawn. È stata anche Ambasciatore Goodwill per le Nazioni Unite.
La guerra


Vittime Civili
Secondo il database Civcas (Civilian Casualty, é il database dell'Isaf) negli ultimi due anni in Afghanistan sono morti 2.537 civili e 5.594 sono rimasti feriti. Il 12 per cento delle morti è attribuibile alle forze Isaf e la restante parte ai ribelli. Per gli analisti che hanno avuto a disposizione i database di altre organizzazioni, però, si tratta di sottostime.
Tutti i dati sono visibili in questo sito
NON C'E POSTO PER ALTRE SEPOLTURE
Feryal Gahuar
200 pagine
Euro 15,00
isbn: 978-88-95962-31-3
Traduzione:
Roberta Zuppet
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