L'anno prossimo a Gerusalemme
Gerusalemme era la sua città e "la terra di latte e miele" dei suoi antenati. Ma, a pensarci bene, non vi aveva mai vissuto un giorno di vera pace.
Antonella avrebbe dovuto effettuare un'ultima rilettura del libro per risolvere la parte conclusiva, ma non ne ha avuto il tempo. Sapeva che era giunta alla fine della vita terrena e ha corso per ultimare la storia. Consegnandoci un elenco di titoli possibili e due finali diversi, e lasciando a noi la scelta ultima. Noi siamo certi che avrebbe approvato ciò che abbiamo deciso
Il libro
Una scrittrice romana, Miriam, di origini ebraiche sta scrivendo la storia dell'amore contrastato di Tito e Berenice. Tito è l'imperatore romano distruttore del Tempio nel 70 d.C. e Berenice la principessa giudea che ama, che condurrà con sé a Roma e da cui, con immenso dolore e rimpianto, finirà per separarsi per motivi legati alla ragion di stato.
Invitata a una cerimonia di nozze da alcuni parenti a Gerusalemme, Miriam decide di parteciparvi con la figlia Veronica e parte per un viaggio che cambierà la sua vita.
Il passato, il presente e il futuro di Gerusalemme si sovrappongono e si intersecano, balzano alla ribalta con gli ultimi tragici avvenimenti, coinvolgono tutti i personaggi di questa storia.
Tito e Berenice restano sullo sfondo, ma sono protagonisti quanto Miriam, che fugge da un matrimonio fallito alla ricerca di se stessa, Veronica che diventerà adulta nell'incontro con la realtà drammatica della terra di Israele, Sarah la sposa felice ignara del destino che l'aspetta, suo fratello Josif, giovane soldato obiettore, le ziette nubili, testimoni di un passato ormai sepolto e custodi della memoria del padre, che giovanissimo si era trasferito nella terra dei suoi avi.
Vera protagonista è Gerusalemme, "ombelico del mondo" come è definita nel Midrash, che si svela in tutte le sue angolature, attraverso le contraddizioni e i conflitti che Miriam sperimenta nel suo viaggio in Israele, martoriata dalla guerra e dal terrorismo.
Dopo questo viaggio niente sarà più come prima.
L'autore
Antonella Tavassi La Greca (Napoli 1951 – Roma 2008), è stata scrittrice di romanzi, racconti e biografie storiche. Ha pubblicato La Guerra di Nora (Marsilio Editori); Voce di Giulia (Di Renzo Editore); Le Due Agrippine (Marsilio Editore); La Pedina di vetro (Di Renzo Editore).
TITO E BERENICE


Così ne parla Erri De Luca

Flavia e Berenice, regina ebrea, cacciata da Gerusalemme dai suoi cittadini che avevano deciso di resistere a oltranza all'assedio romano. Lei invece predicava un accordo con l'invasore. Assistette dall'accampamento romano alla disfatta, alla strage. Quello che fecero i tedeschi a Varsavia dopo l'insurrezione del ghetto, lo fecero i romani dopo la resistenza ebraica al loro assedio: il vuoto. Berenice è regina opposta a Ester, sposa ebrea del re Assuero, che riesce a sventare a rischio della vita una strage organizzata contro il suo popolo. Berenice è impotente, a lei basta essere amante senza riserve di Tito il distruttore. Antonella vuole bene alla storia e offre a Berenice una redenzione attraverso l'amore. Lei e Tito si amano definitivamente, anche se lei ha dieci anni di più e due matrimoni scaduti alle spalle. Nelle stanze protette dei loro abbracci la storia maggiore batte colpi di fabbro che arrivano attutiti. Il loro amore viaggia tra Gerusalemme e Roma. L'altra metà della storia è invece odierna e ripete lo stesso pendolo geografico tra le due capitali antiche, ribadite tali fino ai giorni nostri. Una donna ebrea italiana va con la figlia in Israele per un matrimonio di famiglia. Lì ha a che fare con la tensione micidiale di una terra santa ardente di contrapposti zeli religiosi. Le due Gerusalemme viaggiano parallele senza incontrarsi, sono rima una dell'altra per destino. Delle due parti del romanzo risulta attuale l'antica in cui si manifesta con più evidenza l'impatto tra la potenza romana, corpo estraneo, e l'irriducibile diversità del monoteismo ebraico, fondatore della civiltà religiosa del Dio unico. L'urto tra le due parti contiene una profondità epocale che gli storici di allora non potevano cogliere. I romani non incontrarono in nessun altro paese conquistato la resistenza affrontata in Israele. Ovunque avevano potuto mettere le loro divinità a fianco di quelle locali, il politeismo è democratico, c'è spazio per tutti i culti e le divinità. Ma lì si scontravano contro il popolo dell'Adonài Ehàd, Signore Unico, creatore del mondo e sterminatore di idoli. Era ulcera per l'anima ebraica il faccione di Giove Iuppiter piazzato sopra il tempio di Gerusalemme. Quella divinità unica e sola aveva proibito la raffigurazione, l'immagine di sé, perché ogni immagine è idolo. A niente serviranno le ondate repressive che per quasi due secoli si abbatteranno contro la resistenza ebraica. È stata una guerra di religione quella degli ebrei contro i romani, una guerra moderna. Allora fu la prima e i conquistatori non avevano mezzi e precedenti per intenderla. Le guerre di religione hanno questo in comune, che non possono essere vinte, perché non si può conquistare il territorio divino che sta nella fede interiore della persona umana. Questo romanzo di Antonella ci mette le mani.
Erri De Luca.
L'ANNO PROSSIMO A GERUSALEMME
Antonella Tavassi La Greca
Euro 15,00
Pagine 175
Isbn 978-88-95962-23-8
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